Otite

Insieme ai comuni raffreddori le otiti (infezioni dell’orecchio) sono le malattie pediatriche diagnosticate con maggior frequenza nei paesi occidentali.
L’otite media è un’infiammazione o un’infezione dell’orecchio medio, che si verifica cioè nella zona tra la membrana timpanica e l’orecchio interno; sono in genere causate da batteri quando si verifica un accumulo di liquidi dietro al timpano. Chiunque può ammalarsene, anche se i bambini sono più suscettibili degli adulti. Cinque bambini su sei contraggono almeno un’infezione dell’orecchio entro il terzo anno di vita. Di fatto queste infezioni sono uno dei principali motivi di ricorso al medico.
La maggior parte delle infezioni dell’orecchio si verifica prima che il bambino sappia parlare. Se il bambino è troppo piccolo per riferire i sintomi (“ho male all’orecchio”), occorre basarsi su alcuni segni:
- il bambino si tira l’orecchio (o le orecchie),
- si lamenta e piange,
- ha disturbi del sonno,
- ha febbre (specialmente se è molto piccolo),
- ha fuoriuscite di liquido dall’orecchio,
- è impacciato o ha problemi di equilibrio,
- sente male, non reagisce a suoni normali.
Quali sono le cause?
In genere, le infezioni sono dovute a batteri e spesso seguono un mal di gola, un raffreddore o altra infezione del tratto respiratorio superiore. Se l’infezione del tratto respiratorio è batterica, i germi all’origine di tale infezione possono raggiungere l’orecchio medio; se è virale, per esempio un raffreddore, può predisporre un ambiente favorevole alla colonizzazione di batteri che possono quindi infettare l’orecchio medio come infezione secondaria. L’infezione causa un accumulo di liquidi dietro il timpano.
Ci sono diversi motivi perchè i bambini siano maggiormente esposti degli adulti alle infezioni dell’orecchio.
- Nel bambino, le tube di Eustachio sono più piccole e pianeggianti. Questo ostacola la fuoriuscita dei liquidi, anche in condizioni normali. Se le tube di Eustachio sono gonfie o bloccate dal muco dovuto al raffreddore o ad altra infezione respiratoria, il liquido può non riuscire a uscire.
- Il sistema immunitario del bambino non è efficace come quello di un adulto perchè sta ancora sviluppandosi. Il bambino ha quindi più difficoltà a combattere le infezioni.
- Come parte del sistema immunitario, le adenoidi reagiscono al passaggio di batteri da naso e bocca. Talvolta, i batteri rimangono intrappolati nelle adenoidi, causando infezioni croniche che possono poi migrare nelle tube di Eustachio e raggiungere l’orecchio medio.
Le otiti si verificano con maggior frequenza:
- nei maschi,
- nei bambini che hanno in famiglia dei precedenti di infezioni dell’orecchio,
- in caso di ‘esposizione al fumo di sigaretta,
- in caso di ‘allattamento con il biberon,
- in caso di frequentazione dell’asilo.
- durante la stagione invernale, quando sono più comuni le infezioni delle vie aeree superiori e i raffreddori.
Quali sono i sintomi?
Ci sono tre tipi principali di infezioni dell’orecchio. Ciascuno ha una propria combinazione di sintomi.
- L’otite media acuta è l’infezione più frequente. A seguito dell’infezione di parti dell’orecchio medio, essudati e liquidi si accumulano dietro al timpano. Ciò causa una sintomatologia dolorosa, nota come otalgia. Il bambino può anche avere febbre.
- L’otite media effusiva si manifesta talvolta dopo un’infezione dell’orecchio se il liquido rimane intrappolato dietro al timpano. Il bambino può non manifestare sintomi, ma il medico sarà in grado di rilevare la raccolta di liquido tramite uno speciale strumento.
- L’otite media effusiva cronica avviene quando il liquido rimane nell’orecchio medio per un tempo prolungato o in seguito a frequenti recidive, anche in assenza di infezione. Questa forma riduce la resistenza a nuove infezioni e può avere ripercussioni sull’udito.
I segni e i sintomi dell’otite media acuta possono variare ed essere molto lievi oppure gravi:
- Il fluido che si accumula nell’orecchio medio può esercitare pressione contro il timpano, provocando mal d’orecchio. Se il bambino è più grande può lamentarsi per il mal d’orecchie, invece se è più piccolo può toccarsi l’orecchio oppure semplicemente dare segni di irritabilità o piangere più del solito.
- Anche sdraiarsi, masticare e succhiare possono causare dolorosi sbalzi di pressione nell’orecchio medio, quindi il bambino potrebbe mangiare di meno o avere problemi di sonno.
- Se la pressione dovuta all’accumulo del fluido è abbastanza alta può far rompere il timpano e come risultato si ha la fuoriuscita di fluidi dall’orecchio. In questo modo la pressione che grava sul timpano diminuisce, e il dolore di solito risulta alleviato.
- L’accumulo di fluidi nell’orecchio medio blocca le onde sonore e quindi può causare problemi di udito temporanei. àˆ possibile che il bambino:
- non reagisca ai suoni o ai rumori meno intensi,
- alzi il volume della televisione o della radio,
- parli a voce più alta del solito,
- sembri disattento a scuola,
- febbre,
- nausea,
- vomito,
- vertigini.
Nei bambini più piccoli, ancora incapaci di comunicare il proprio disagio, un possibile mal d’orecchio può essere riconosciuto in base ai seguenti segni e sintomi:
- continuo toccarsi e tirare l’orecchio,
- irritabilità , calo dell’appetito, irrequietezza durante la notte,
- tosse e/o nasino che cola,
- diarrea
- mancanza di risposta a suoni deboli e disattenzione a quello che succede attorno,
- perdita di equilibrio.
Al contrario l’otite media sierosa spesso non presenta alcun sintomo, in alcuni bambini il siero accumulato nell’orecchio medio può creare una sensazione di orecchio pieno o di scoppio. Come nel caso dell’otite media acuta il fluido accumulato dietro il timpano può bloccare le onde sonore, quindi può verificarsi una diminuzione temporanea dell’udito, che potrebbe passare inosservata.
In alcuni casi, il timpano può andare incontro a perforazione e così comparire pus fin all’esterno del canale auricolare.
Le infezioni dell’orecchio spesso sono collegate con quelle delle vie aeree superiori e quindi anche con i sintomi più frequenti di queste ultime, come ad esempio il naso che cola, il raffreddore o la tosse.
Quali sono i rimedi?
Se la diagnosi di non è certa e il bambino non ha febbre o dolore significativi, è possibile che il medico consigli di aspettare uno o due giorni per vedere se i sintomi si risolvono da soli.
Molti medici prescrivono un antibiotico, come l’amoxicillina, per 7 – 10 giorni. Il medico può anche suggerire l’uso di analgesici da banco (come paracetamolo o ibuprofene) o di gocce auricolari per ridurre dolore e febbre (l’aspirina essendo considerata uno dei principali fattori di rischio prevenibili di sindrome di Reye, non va somministrata a un bambino con febbre o altra sintomatologia influenzale a meno di specifiche istruzioni del medico).
Non esiste un’unica terapia in grado di curare tutte le infezioni dell’orecchio medio, quando si tratta di decidere come gestire l’infezione dell’orecchio del bambino il pediatra prenderà in considerazione diversi fattori, tra cui:
- il tipo e la gravità dell’infezione,
- la ricorrenza o meno delle infezioni all’orecchio,
- la durata dell’infezione,
- l’età ,
- i fattori di rischio,
- gli eventuali problemi di udito provocati dall’infezione.
Il fatto che la maggior parte delle infezioni dell’orecchio guarisca senza alcuna terapia ha portato diverse associazioni mediche a preferire un approccio attendista: al bambino vengono somministrati analgesici per alcuni giorni, senza ricorrere agli antibiotici. Un’altra ragione importante che spinge a prendere in considerazione un approccio di questo genere sono le limitazioni degli antibiotici, che infatti:
- sono inutili nel caso di infezioni provocate da virus,
- non eliminano il fluido accumulato nell’orecchio medio,
- possono causare effetti collaterali,
- di solito non alleviano il dolore prima di 24 ore e hanno soltanto un effetto minimo nelle fasi successive.
Talvolta il dolore all’orecchio non è dovuto a un’infezione, e comunque alcune infezioni possono migliorare senza antibiotici. L’impiego prudente e motivato di antibiotici aiuta a prevenire lo sviluppo di batteri resistenti agli antibiotici.
Se il medico li prescrive, è importante assicurarsi che il bambino li assuma esattamente come prescritti, sia come dose che come durata. Anche se il bambino sembra migliorare dopo pochi giorni, l’infezione può non essere ancora completamente debellata. Arrestare il farmaco anzitempo può portare a una recidiva della malattia. Di grande importanza è anche rispettare le visite di controllo dal medico, in modo che sia possibile accertare l’effettiva guarigione dell’infezione.
Ai bambini che soffrono di infezioni ricorrenti all’orecchio può essere invece prescritta una terapia antibiotica per un periodo più lungo, che contribuisca a prevenire l’insorgenza di ulteriori infezioni; per i bambini più piccoli o per quelli in cui la malattia è più grave potrebbero essere necessari gli antibiotici fin da subito.
L’approccio attendista potrebbe non essere indicato anche per i bambini che hanno altri problemi, come ad esempio la palatoschisi, determinate malattie genetiche come la sindrome di Down, o altre malattie come ad esempio quelle del sistema immunitario, oppure episodi ricorrenti di otite media acuta.
I bambini affetti da otite media sierosa di lunga durata (che si protrae per più di tre mesi) dovrebbero essere visitati periodicamente (ogni 3 o 6 mesi) dal medico. Nella maggior parte dei casi, però, anche per questi bambini non è necessaria alcuna terapia.
Il Farmacista Consiglia
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