Sindrome dello Sperone

La tallonite, è  una patologia infiammatoria e dolorosa al tallone, quella regione del piede che corrisponde alla parte posteriore e inferiore del calcagno, e che da , quando è presente, tanti problemi in quanto è la parte del piede che per prima viene a contatto col terreno quando si cammina e che, anche se per poco, è quella che sopporta il maggior carico.
Il dolore può presentarsi  anche a causa di alterazioni posturali che si sono venute a determinare nel tempo per vari motivi  ma i più probabili sono quelli legati  alsoprappeso od obesità, a calzature non idonee o ad  attività sportiva.
Per  quanto riguarda le calzature, spesso succede, ed è decisamente più frequente in ambito femminile, di dare importanza primaria all’aspetto della calzatura stessa piuttosto che alla sua comodità. Una scarpa bella, ma poco comoda o, peggio, che costringe a veri e propri virtuosismi di equilibrismo  per stare in piedi o camminare, può mettere seriamente a repentaglio la salute del piede e, in questo case, del tallone, con conseguenze a dir poco dolorose.

Gli sport notoriamente più a rischio sono la corsa, il calcio, la pallavolo, il basket, lamarcia e con essi  tutte quelle discipline che comportano notevoli sforzi alla regione del calcagno e quindi anche quelli riconducibili a tutte le discipline che fanno parte del gruppo dell’Atletica leggera. In pratica tutti quegli sport  nei quali il calcagno è impegnato per lungo tempo dovendo, oltre tutto, sopportare tutto il peso del corpo. Non per caso  le scarpe migliori utilizzate per queste attività sportive sono dotate di uno speciale tacco, chiamato shock absorber , in grado di attenuare le vibrazioni e le sollecitazioni da impatto, una sorta di ammortizzatore studiato apposta per rendere più agevole lo sforzo localizzato. Paradossalmente invece le donne che passano con eccessiva disinvoltura da calzature con il tacco alto a scarpe basse possono soffrire di tallonite perché la pressione esercitata sul  tallone aumenta proporzionalmente alla diminuzione di altezza del tacco.
Praticamente, è se vogliamo è appunto un paradosso, sarebbero meno a rischio le scarpe coi tacchi alti rispetto a quelle praticamente senza tacchi, le scarpe daballerina, dove il carico sul calcagno è decisamente maggiore, diretto e costante.

La tallonite può avere varie localizzazioni e una di queste è quella che interessa l’arcata longitudinale, con o senza dolore concomitante al tallone, e quando ha queste caratteristiche, si tratta più precisamente  di fascite plantare . Generalmente, il dolore ha origine nella parte intermedia dell’arcata e alla palpazione è possibile rilevare la presenza di alcuni noduli, anch’essi dolenti. Il dolore non è continuo e di solito scompare dopo un po’ di tempo, ma nulla vieta che possa poi fare la sua ricomparsa improvvisamente durante il corso della giornata.

Tuttavia, una delle cause più frequenti della fascite plantare è lo sperone calcaneare , detto anche spina calcaneare . Si tratta di  una sporgenza ossea del tallone che può essere di origine differenti quali quella  congenita o anche  essersi formato in un momento successivo, e questa ultima evenienza si verifica, di solito per un’alterazionedell’appoggio del piede durante la fase di deambulazione, e ciò causa un’infiammazione attraverso una trazione continua della fascia plantare al punto di inserzione sul calcagno.
Tra le principali di questa patologia va annoverata un’attività fisica ripetuta che aumenta le sollecitazioni ed eventuali microtraumi, soprattutto se svolta con scarpeinadeguate come, per esempio, quelle troppo strette o con bordi rigidi o ancora con tacco troppo basso, o perché si cammina per lungo tempo su terreni non propriamente idonei, come il camminare in montagna su fondo decisamente accidentato e con scarpe non adatte alla bisogna,  insomma, tutte quelle attività deambulatorie che aumentano la pressione e l’irritazione sul calcagno e provocano contusioni della superficie plantare del piede. A tutte queste situazioni bisogna aggiungere il soprappeso e le erronee o alterate posture e, naturalmente, anche alcune patologie o affezioni sistemiche quali l’artrite reumatoide, la gotta e le varie patologie reumatiche.

Il calcagno, dove è presente un centro secondario di ossificazione su cui si inserisce il tendine di Achille, può essere il luogo di comparsa  anche di una osteocondrosi , che è una patologia caratterizzata da una alterazione degenerativo-necrotica dei nuclei di ossificazione in accrescimento. Proprio per questo, infatti, i soggetti che ne possono soffrire maggiormente sono proprio i giovani di età compresa tra gli 8 e i 13 anni, i quali andranno a soffrire di un dolore localizzato nella parte posteriore del calcagno, soprattutto dopo un cammino prolungato. Si tratta, comunque, più che di una patologia, di un problema del tutto transitorio la cui evoluzione è sempre benigna e non causa deformità locale anche se la durata dell’affezione può essere piuttosto lunga. Per superare i momenti difficili e portare a risoluzione il problema, sarà sufficiente usare un plantare specifico e far ricorso, in caso di dolore localizzato, acuto e per un tempo prolungato, a dei farmaci antinfiammatori.

Si tratta di un problema che può interessare anche le persone anziane, ma in questo caso le cause sono del tutto diverse in quanto vanno ricercate  nella progressiva atrofia del cuscinetto adiposo infracalcaneare, dovuta all’invecchiamento dei tessuti e all’ineluttabile avanzare dell’età.
Altra cosa è la sindrome dello sperone calcaneare,  che è caratterizzata da una escrescenza ossea, detta esostosi,  una malformazione di variabile entità congenita che compare a livello del versante posteromediale dell’osso.

Questa forma di alterazione ossea, oltre al dolore causato da una pressione anomale che essa esercita nella deambulazione, è la principale  causa di frequenti  borsiti, una infiammazione della borsa sinoviale situata davanti al tendine di Achille e dietro alcalcagno.

Questa viene diagnosticata, dopo una anamnesi del paziente per verificarne le modalità e i tempi della sua comparsa,  e dopo una palpazione oggettiva, da una serie di indagini strumentali, le sole in grado di indicarne inequivocabilmente la localizzazione, la forma e le dimensioni. Si dovrà ricorrere a esame radiograficoecografia e risonanza magnetica.
Naturalmente la terapia è direttamente proporzionale all’entità del danno osseo o di quanto e in quale misura siano interessai le fasce muscolari. Di solito una patologialieve guarisce  nel giro di pochi giorni, mentre nel caso il dolore dovesse perdurare per un periodo che vada ben oltre le due settimane è necessario ricorrere  a una visita specialistica.
Nel caso il soggetto interessato dalla patologia  svolga attività fisica continua, è assolutamente necessario sospenderla subito, in modo da dare al calcagno il tempo di riprendere  la sua normale funzionalitàSottovalutare il dolore al tallone è assolutamente un errore in quanto vi è il serio rischio di poter andare incontro a  possibili peggioramenti che possono sopravvenire se non si sospende l’attività motoria, e questo a  causa di quelli che vengono chiamati paramorfismi compensativi.Lo stesso termine è indicativo di quanto avviene spontaneamente in un soggetto che soffre di tallonite.

Questi tenderà, il più delle volte inconsciamente,  a limitare il carico sul piede dolente adottando una postura particolare ma scorretta o modificando in modo innaturale ladeambulazione, correndo ancora il rischio che, una volta guarito dal problema, l’errata deambulazione sia diventata ormai un’abitudine, con tutti i rischi che essa comporta. Questi, infatti, possono interessare seriamente  il bacino, la colonna vertebrale e le ginocchia.
Il primo intervento in caso di dolore è quello dell’applicazione di una borsa di ghiaccio, per raffreddare, diciamo così, l’infiammazione.  Sarà poi necessario fare ricorso a dei plantari particolari, a dei gambaletti che facilitino la deambulazione e, anche, a dei tutori notturni in modo da non avere dolori durante il sonno.
In caso di sperone calcaneare, si potrà fare ricorso ad una terapia infiltrativa e, nei casi peggiori, e per evitare recidive può ritenersi opportuno intervenire con larimozione  chirurgica dell’esostosi e/o della borsa.

 

Il Farmacista Consiglia

Visualizzazione del risultato

Visualizzazione del risultato