Macchie cutanee

Tra i  segni dell’invecchiamento  procurati dall’inesorabile avanzare dell’orologio biologico, spiccano le macchie sulla pelle del viso, che rappresentano sicuramente uno tra gli effetti più sgradevoli e meno accettati dalle persone.

Quali sono le cause?

Le macchie sul viso sono la conseguenza di alterazioni nel funzionamento dei melanociti – le cellule addette alla produzione del  pigmento melanico  – che con l’avanzare dell’età  tendono ad “incepparsi”; così, la distribuzione di melanina non appare uniforme ed il viso si macchia di chiazzette più chiare o più scure, e decisamente antiestetiche.
Quello delle macchie sulla  pelle  del viso è talvolta un grosso ed evidente problema, che affligge molte donne: in tal caso, solamente il dermatologo potrà  indirizzare il paziente verso il trattamento più consono alle esigenze del soggetto.
Prima di analizzare quali sono i possibili accorgimenti da tenere in considerazione, analizzeremo i  fattori eziologici  che deturpano la pelle del viso provocando macchie: l’età  non è infatti l’unica causa che le determina.

  • Couperose
  • Lentiggini
  • Efelidi
  • Macchie bianche sulla pelle

Perchè compaiono?

L’invecchiamento cutaneo  è un evento naturale e biologico, che non può essere evitato; nonostante quanto detto, ci sono alcuni fattori che possono potenziare il decadimento della pelle.  Sicuramente, le  radiazioni solari, il  fumo, lo smog ed il vento possono accelerare il fenomeno dell’invecchiamento cutaneo: i  radicali liberi  danneggiano la pelle, rendendola più delicata e fragile. I meccanismi che regolano la produzione di melanina si indeboliscono e il risultato è una produzione irregolare del pigmento: compaiono le macchie senili, molto evidenti a livello delle mani e del viso: appaiono di colore scuro, solitamente di forma tondeggiante, causate da un’iperpigmentazione  che coinvolge non solo lo strato superficiale della pelle (strato corneo), ma anche quelli più profondi. Se all’avanzare dell’età  si associano anche le radiazioni UV, che danneggiano la cute ed ossidano la  cheratina, l’epidermide  tende ad apparire sempre più spessa e massiccia.

Le macchie sulla pelle possono essere la conseguenza di un’eccessiva esposizione alle radiazioni solari: si parla di  lentigo solari, che appaiono nel viso e nelle zone maggiormente interessate dal sole. Sono di colore giallo scuro o nocciola: in tal caso, le macchie solari non rappresentano un vero e proprio problema (se non un inestetismo temporaneo) e non è indispensabile il parere del dermatologo.

Anche chi fa uso di  estrogeni  – come la  pillola contraccettiva  – potrebbe presentare questo problema, in particolare a livello del viso: le modificazioni ormonali sono percepite, infatti, anche dai melanociti, che potrebbero alterare il ritmo di produzione del pigmento (disturbo noto come  melasma). Proprio per questo sbalzo ormonale, anche le gestanti potrebbero presentare alcune macchie  scure color grigio o marrone (“macchie da gravidanza”): in tal caso, la condizione è reversibile, poichè la scomparsa delle chiazze coincide quasi sempre con il periodo post-parto.
Similmente, le donne che entrano in  menopausa  hanno più probabilità  di sviluppare macchie sulla cute a causa delle  alterazioni ormonali correlate:  cloasma  è il termine tecnico che indica le macchie senili causate da menopausa.

Anche alcune sostanze chimiche irritanti che si trovano in alcuni profumi o cosmetici in generale potrebbero favorire la comparsa di macchie sulla pelle del viso.
Talvolta persino l’acne  può provocare la comparsa di macchie rosse ed antiestetiche sulla pelle del viso, problema molto diffuso tra gli adolescenti.

Proprio come le  unghie  rispecchiano la salute della persona, anche la pelle riesce ad esprimere attraverso alcune manifestazioni la presenza di un pericolo o un disturbo per l’organismo: infatti, è stato registrato che i soggetti che soffrono di disfunzioni a carico delle  ghiandole surrenali  esternano la patologia anche con l’apparizione di macchie sulle pelle.

Quali sono i rimedi?

Le macchie sulla pelle del viso possono essere un disturbo temporaneo; se così non fosse, in commercio sono disponibili moltissimi cosmetici studiati proprio per attenuare le macchie. I prodotti  depigmentanti  e  schiarenti  si sono conquistati un ruolo di rilevante importanza nel trattamento delle macchie:  questa categoria di cosmetici  è in grado di esprimere la propria azione stimolando il ricambio cellulare della cute che ha assunto una colorazione diversa. Così, la pelle della zona apparirà  più omogenea e i melanociti non saranno più capaci di espandere il  pigmento melanico  nelle cellule vicine.
Spesse volte accade che le persone che fanno uso di questi prodotti schiarenti non percepiscano risultati immediati, abbandonando anzitempo il trattamento: in realtà , affinchè le creme esercitino la loro azione, deve passare un periodo di tempo relativamente lungo, stimato attorno ai due mesi. Il ricambio cellulare può essere favorito solamente in questo modo.
L’attività  depigmentante è stata riscontrata nella  liquirizia, che sembra capace di inibire l’attività  dell’enzima tirosinasi (responsabile della produzione di melanina). Anche il  tè verde  e la  camomilla  sembrano rispondere  in modo positivo alla risoluzione del problema macchie: il tè verde probabilmente potenzia l’inibizione della tirosinasi e la camomilla è giudicata capace di indebolire il processo che conduce alla  melanogenesi   stimolata dai raggi UV. La camomilla riuscirebbe ad antagonizzare le citochine prodotte dai cheratinociti, senza intaccare l’azione dell’enzima tirosinasi.

A questa categoria di cosmetici potrebbe essere associato anche un trattamento con creme leviganti che facilitano il ricambio delle cellule eliminando quelle superficiali: la cute apparirà  così più brillante e lucente.

Le macchie causate dal sole si possono prevenire utilizzando dei  cosmetici ad alta protezione nei confronti dei raggi UV:  è opportuno applicare i cosmetici solari non solo nei mesi estivi, ma durante tutto l’anno, poichè le radiazioni ultraviolette sono sempre presenti.

Anche l’idrochinone, l’acido citrico, l’acido lattico, l’acido glicolico, l’acido tricloroacetico, l’acido retinoico, l’acido azelaico, L’a-tocoferolo, l’acido cogico  e l’acido ascorbico  si prestano ad essere validi agenti  depigmentanti.

 

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