Cicatrici

Le cicatrici sono tessuto fibroso che prende il posto di un tessuto sano (in via definitiva o per un periodo prolungato), in seguito a una lesione. Il tessuto cicatriziale si forma sia negli organi interni (in conseguenza di una rottura muscolare o un intervento chirurgico), sia sulla pelle.

La cicatrizzazione si articola in molte tappe: la prima è la coagulazione del sangue, che blocca l’emorragia. I globuli bianchi presenti nel sangue eliminano le cellule morte. In seguito, le cellule sopravvissute iniziano a moltiplicarsi, dando origine a nuovo tessuto, il cui aspetto dipende dalla localizzazione della lesione. Infatti, nel caso del tessuto osseo, per esempio, le cellule sane vicine migrano nella zona interessata e si moltiplicano, ricostituendo così una struttura identica a quella precedente all’aggressione.

Nel caso del tessuto muscolare, invece, la zona interessata viene ricoperta da un tessuto fibroso, nè muscolare nè contrattile.

Tipi di cicatrice

Cicatrice normale

Una cicatrice normale è a malapena visibile, morbida al tatto e senza modificazioni di colore. Talvolta tuttavia può assumere un aspetto anomalo.

Cheloidi

Sono rappresentati da tessuto fibroso in eccesso che si sviluppa su una cicatrice. In genere appare sulla cicatrice di un intervento chirurgico, di una vaccinazione o di una ferita ed è dovuto alla proliferazione di cellule (fibroblasti e miofibroblasti) del tessuto connettivo. àˆ più frequente nei soggetti neri e asiatici.

Sulla cicatrice si sviluppano una o varie placche spesse, dure, con propaggini arrossate che ricordano le chele di granchio, spesso dolenti. Le localizzazioni più frequenti sono il lobo dell’orecchio, le spalle e la parte anteriore del torace. Un cheloide non scompare spontaneamente, ma al contrario ha tendenza a estendersi e recidivare dopo il trattamento. Causa spesso prurito, talvolta fitte dolorose.

Cicatrici depigmentate

Le cicatrici depigmentate, frequenti dopo crioterapia (trattamento di una lesione cutanea con il freddo), sono imputabili alla scomparsa dei melanociti, le cellule cutanee responsabili della sintesi dei pigmenti. Quelle depresse sono spesso conseguenza di processi infiammatori (acne), virali (varicella) o batterici (foruncoli). Possono essere tondeggianti, ovali, di forma irregolare e di profondità  variabile.

Cicatrici ipertrofiche

Le cicatrici ipertrofiche hanno un rilievo meno accentuato rispetto ai cheloidi e sono frequenti in certe zone: spalle, dorso, petto, pube. Regrediscono spontaneamente nel giro di 1-2 anni. Le cicatrici pigmentate, di colore bruno, si riscontrano con notevole frequenza nei soggetti di colore.

Cicatrici retratte

Quelle retratte sono dovute a una contrazione della zona cicatriziale che esercita una trazione sui tessuti vicini. Formano cordoni fibrosi, duri, rilevati, che possono limitare i movimenti se sono in corrispondenza di un’articolazione. Si osservano spesso come esito di un’ustione.

Quali sono le cause?

Le cicatrici cutanee spesso sono causate da numerosi fattori, come ad esempio:

  • Tagli: Sono causati da oggetti affilati e lisci, come ad esempio i coltelli, e possono attraversare tutti gli strati della pelle. I tagli superficiali guariscono velocemente se si impiegano i giusti prodotti di medicazione, perché gli strati di pelle interessati non sono molti. Se i tagli sono  profondi possono invece indurre alla comparsa di una cicatrice, perché in questo caso la pelle mette in moto un processo di rimarginazione che si presenta più lungo e che può mutarsi in un segno visibile nei tessuti.
  • Lacerazioni: Sono invece causate da un forte impatto, che può avvenire con superfici di varia natura e composte da vari materiali, dai metalli al legno fino alle materie plastiche. Si tratta di ferite che possono avvenire soprattutto nella parti di pelle che coprono l’osso, quindi le ginocchia, gli stinchi o il cranio. Anche in questo caso, se si tratta di lacerazioni lievi tutto può risolversi in poco tempo, ma se la ferita si dimostra profonda può insorgere una cicatrice.
  • Le ustioni: sono causate dal contatto diretto della pelle con il fuoco o con fonti di calore e oggetti roventi. In questo caso si potrebbero originare delle cicatrici, soprattutto se le ustioni registrate interessano parti estese del corpo.
  • Le abrasioni: Sono delle lesioni che si verificano quando la pelle viene a contatto diretto e graffia delle superfici ruvide. Si tratta di lesioni spesso associate alle cadute, quindi alle attività  sportive ma anche al gioco nel caso dei bambini. Le ferite sono solitamente estese ma guariscono in fretta se hanno una natura superficiale. Se le abrasioni sono invece profonde, possono portare alla comparsa di cicatrici dalla natura antiestetica.
  • Interventi chirurgici: si tratta di interventi che vanno ad agire sui tessuti della pelle e dalla loro entità  può dipendere sia la grandezza della cicatrice, sia la sua forma. Anche semplici interventi chirurgici quali l’asportazione di un neo o di un tatuaggio possono lasciare una cicatrice, quindi ogni intervento chiede di essere affrontato in tempo e con le giuste misure preventive per evitare che si formino cicatrici nel decorso post-operatorio.

Quali sono i rimedi?

E’ possibile intervenire sulle cicatrici e ridurle senza ricorrere a trattamenti invasivi, sia utilizzando dei rimedi naturali, e anche applicando creme apposite con regolarità  e attenzione. E siccome il processo di cicatrizzazione può essere influenzato anche a seconda di quando viene trattato, prima si interviene sulla cicatrice, meno visibile risulterà  successivamente.

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