Smagliature

Le smagliature sono un inestetismo alquanto diffuso, odiato e tenacemente combattuto. Il problema, tipicamente femminile ma comune ad ambo i sessi, è più correttamente definito dai termini strie distensae e strie atrofiche. Quest’ultimo aggettivo ci dice molto sulle caratteristiche delle smagliature e pone le basi per la definizione medica del problema:
le smagliature sono alterazioni atrofiche, lineari e ben delimitate, dello strato dermico della cute; si localizzano elettivamente alla superficie interna delle cosce, alla parte esterna delle regioni glutee, ai fianchi, al seno e al ventre (per atrofia si intende la sensibile diminuzione del volume e del peso di un tessuto).
Nel linguaggio comune, invece, le smagliature sono semplici striscioline, lievemente infossate e di colorito bianco-violaceo, che attraversano le regioni corporee sottoposte a cambi improvvisi di forma e dimensione (come il ventre durante la gravidanza).
Il derma è un tessuto connettivo composto da una fitta trama di fibre e da una grande quantità di cellule immerse nella sostanza fondamentale.
Le fibre sono principalmente due:
- fibre collagene (glicoproteina fibrosa): si organizzano in fasci disposti tra loro secondo un fitto intreccio e molto resistenti alla trazione
- fibre elastiche costituite da microfibrille di elastina (anch’essa è una glicoproteina fibrosa) e di fibrillina: sono meno numerose e più sottili delle fibre di collagene, non si organizzano in fasci, ma si ramificano e si riuniscono formando un reticolo. Sono dotate, a differenza del collagene, di notevoli proprietà elastiche, infatti sono in grado di sopportare tensioni e torsioni anche notevoli, deformandosi per poi ritornare allo stato di distensione originario.
La sostanza amorfa (o sostanza fondamentale) è costituita essenzialmente da macromolecole di origine glucidica definite glicosaminoglicani (GAG).
Ciò che sottende alla comparsa delle smagliature è principalmente una modificazione strutturale quali-quantitativa delle fibre di collagene ed elastina.
La cute con striae, rispetto a quella “sana”, presenta una matrice dermica non compatta. Infatti, nel derma non affetto da strie, si può notare la presenza di una ben organizzata matrice extracellulare contenente fibre collagene, fibre di elastina e microfibrille, mentre nel derma affetto da striae, la matrice appare meno compatta, presenta un maggior contenuto di sostanza fondamentale e una ridotta quantità di collagene ed elastina. Nella pelle con striae i componenti delle fibre elastiche sono ridotti e disorganizzati.
Le smagliature si manifestano sottoforma di lesioni lineari e fusiformi, d’aspetto appunto trofico, ricoperte da una cute sottile liscia o lievemente pieghettata, talvolta depressa. Non presentano follicoli piliferi nè ghiandole sudoripare. L’esordio è in generale asintomatico, ma può essere accompagnato da una leggera sensazione di prurito o, più raramente, da bruciore e da dolore.
Quali sono le cause?
Le striae distensae sono dovute ad un danno a livello del tessuto connettivo dermico, che si associa, all’inizio, a fenomeni di tipo infiammatorio ed evolve poi in senso cicatriziale. Rappresentano un’alterazione cutanea definitiva, causata dall’azione di sollecitazioni meccaniche di tipo distensivo (stiramento) su cute con una ridotta capacità di resistenza a causa di fattori costituzionali, ormonali e meccanici.
Gli steroidi rappresentano il fattore patogenico determinante nella patogenesi delle striae distensae iatrogene. Tra i numerosi effetti degli steroidi il più importante è l’atrofia, sia dell’epidermide che del derma, con riduzione dell’attività proliferativa dei fibroblasti e conseguente modificazione strutturale delle fibre di collagene e della sostanza fondamentale.
Le caratteristiche principali delle striae risultanti da una terapia cortisonica sistemica, da anabolizzanti o da utilizzo di molecole steroidee per applicazione topica, sono la velocità di insorgenza, la comparsa in sedi insolite e l’aspetto clinico generalmente più marcato. Nel caso del trattamento topico, l’entità della manifestazione è dipendente dalla potenza dello steroide applicato, dal numero delle applicazioni, dalla modalità di utilizzo e dalla sede di applicazione (che è in relazione all’indice di penetrazione transepidermica).
Fattori meccanici
Le smagliature compaiono quando vi è una brusca variazione del pannicolo adiposo o della circonferenza di alcune parti del corpo: a seguito, ad esempio, di una gravidanza, dell’allattamento, di indumenti stretti, di eccessiva attività fisica, di brusche variazioni di peso, dovute a diete drastiche, denutrizione, a malattie debilitanti, o all’anoressia nervosa: in queste condizioni, verosimilmente, l’atrofia del derma è causata principalmente da un’aumentata secrezione steroidea.
L’insorgenza delle striae è strettamente correlata con l’obesità .
Il fattore meccanico agisce però in sinergia con meccanismi ormonali e costituzionali, come è dimostrato dal fatto che le smagliature che si formano nel maggior numero delle gravidanze, sono in relazione non tanto all’aumento della circonferenza dell’addome, quanto all’aumento di peso, alla pre-esistenza di striae puberali e alla predisposizione genetica.
Quali sono i rimedi?
Alcune ricerche hanno dimostrato che l’applicazione di cosmetici a base di tretinoina (un derivato acido della vitamina A noto anche come acido retinoico) può migliorare l’aspetto delle smagliature di recente formazione, che come tali possiedono ancora il tipico colorito rosso-violaceo. La tretinonina aiuterebbe nella ricostruzione del collagene, rendendo le strie più simili alla normale cute; dallo stesso principio deriva anche il suo impiego come agente utile nel trattamento di rughe ed acne.
L’utilizzo di questi prodotti è controindicato in gravidanza, in quanto potrebbe incidere negativamente sul feto; risulta inoltre del tutto inefficace per le smagliature di vecchia data.
L’utilizzo degli alfaidrossiacidi o dell’acido glicolico nel trattamento delle smagliature precoci si basa sullo stesso presupposto.
Chiaramente è possibile ricorrere anche a trattamenti estetici per eliminare le smagliature. I trattamenti ai quali sottoporsi differiscono a seconda dello “stadio” delle smagliature.
Se le smagliature sono nella loro fase iniziale ed hanno un colore rosso i trattamenti più efficaci sono:
- Olio di oliva: L’olio di oliva, di mandorle e di germe di grano sono ricchi di vitamina E e quindi molto indicati per eliminare le cicatrici nella fase iniziale
- Massaggi:Sottoporsi a massaggi aiuta a migliorare il flusso sanguigno, andando anche a normalizzare il nostro metabolismo
- Peeling con acido glicolico: L’acido glicolico ha una duplice funzione in quanto aiuta sia a levigare e a idratare la pelle, sia a riattivare i meccanismi fisiologici; grazie a questo trattamento è possibile eliminare le cellule morte che possono contribuire all’insorgere delle smagliature
- Ginnastica passiva: Consiste nell’applicare una serie di elettrodi sulle zone interessate da smagliature; questi elettrodi sono collegati ad uno stimolatore elettrico e hanno la funzione di far contrarre il muscolo restituendo così tonicità alla pelle
Se le smagliature si trovano già in uno stato avanzato ed hanno quindi un aspetto bianco panna, si può intervenire con i seguenti trattamenti:
- Rinnovamento della pelle: Si tratta di un trattamento di microdermoabrasione, ovvero si va ad eliminare uno strato superficiale della cute rigenerando le cellule
- Laser: Con il laser si interviene praticando un’abrasione puntiforme tramite forellini negli strati sottostanti dell’epidermide senza provocare arrossamenti o bruciature
- Acido ialuronico: Grazie alla somministrazione di questo acido si vanno a riempire i vuoti lasciati dalle smagliature
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