Piaghe da Decubito
Le piaghe da decubito, note anche come lesioni da compressione od ulcere da decubito, sono ferite di difficile guarigione, lesioni cutanee che solitamente portano a necrosi del tessuto: le piaghe non interessano solamente gli strati superficiali della cute (epidermide, derma) ma si spingono più in profondità , fino a raggiungere gli strati sottocutanei, la muscolatura e le ossa.
Quali sono le cause?
La causa che porta alla formazione di piaghe da decubito non è degenerativa, nè infettiva od incognita: le lesioni sono provocate da una posizione statica del soggetto, costretto all’immobilità prolungata per vari motivi, quali ingessatura, rottura delle ossa degli arti, obesità grave, gravidanza a rischio (che obbliga la donna all’immobilità a letto); talvolta, anche l’uso di farmaci può indurre il soggetto alla permanenza a letto. In simili circostanze, il soggetto è costretto ad assumere una posizione statica, che provoca uno scorretto afflusso ematico locale, perchè i vasi sanguigni subiscono una compressione; ne consegue un aumento della pressione che, superando i 40 mm di mercurio, potrebbe provocare l’ostruzione dei vasi, la coagulazione e la morte del tessuto (necrosi).
Quali sono i sintomi?
Il livello di minor pericolosità è caratterizzato da eritema, ispessimento, indurimento della cute e perdita del colore naturale della pelle; poi la lesione può progredire manifestando lesioni, vesciche o abrasioni a livello dell’epidermide e del derma. Se il danno diventa sempre più consistente, potrebbe intaccare vaste aree provocando la degenerazione e la morte del tessuto sottocutaneo (necrosi), coinvolgendo leggermente quello muscolare. Nell’ultimo stadio, che si configura il più rischioso per la sopravvivenza del soggetto, la lesione si estende dai muscoli alle ossa, dai tendini alle cartilagini.
Quali sono i rimedi?
Per quanto riguarda le cure e i trattamenti possibili, se la piaga da decubito è di bassa entità e reversibile, l’utilizzo di prodotti erboristici mirati potrebbe essere una buona soluzione, ovviamente previa indicazione del medico. Se, invece la lesione è più grave l’esperto deve indirizzare il paziente all’utilizzo di farmaci adeguati, come il becaplermin e il cadexomero iodico, in grado di impedire la cronicizzazione della piaga e di attivare i processi di riparazione del tessuto danneggiato.
L’uso topico di sostanze disinfettanti (come i moderni nanocristalli d’argento) è un buon ausilio per ridurre i batteri che si sono insediati nella ferita da decubito: le sostanze antibatteriche aiutano non solo a creare un equilibrio della carica batterica, ma anche a diminuire la formazione di corpi necrotici e fibrina, riducendo la frequenza di medicazione delle piaghe.
Il Farmacista Consiglia
Visualizzazione di 11 risultatiPopolarità
Visualizzazione di 11 risultatiPopolarità

















