Gravidanza

Per una donna che desidera rimanere incinta è molto importante fare attenzione ai primi sintomi di gravidanza e distinguerli dai sintomi premestruali. Nelle prime settimane, i segnali di una gravidanza in corso variano da donna e donna, ma attenzione, possono non presentarsi o apparire successivamente. Il primo sintomo, il più importante e significativo, è l’amenorrea, il mancato arrivo delle mestruazioni, soprattutto se il ciclo è sempre regolare e hai avuto rapporti nei giorni fertili. Gli ormoni che si attivano in seguito alla fecondazione dell’ovulo, sono inoltre responsabili di alcune trasformazioni nel corpo della donna. Ecco i principali sintomi della gravidanza prima del ciclo:

  • Tensione al seno e all’addome
  • Dolori al basso ventre
  • Perdite da impianto
  • Stanchezza eccessiva
  • Nausea e sensibilità  diversa verso odori e sapori
  • Tendenza ad urinare più spesso
  • Aumento della temperatura basale

Il test di gravidanza

“Sono incinta o si tratta di un semplice ritardo?”. Quando le mestruazioni tardano ad arrivare e il ciclo non è regolare, il modo migliore per dissipare ogni dubbio è effettuare un test di gravidanza. Ma come funziona il test e quando farlo per avere un risultato più attendibile? Il test di gravidanza, si esegue sulle urine, ed evidenzia la presenza dell’ormone Beta hCG, la gonadotropina corionica umana. Questo ormone viene prodotto nel momento in cui l’embrione si impianta nell’utero. Il test si presenta sotto forma di bastoncino o cartina e contiene anticorpi che reagiscono se l’ormone della gravidanza è presente. Bisogna ricordare che il livello delle Beta hCG è massimo tra la 7a e la 12a settimana di gravidanza. Poi il livello scende, ed in seguito diventa stabile per tutta la gravidanza e fino a 3 settimane dopo il parto.

Quando fare il test di gravidanza?

Ma quando è meglio fare il test di gravidanza per verificare se si è incinta o meno? Dopo quanti giorni si può fare? Il momento migliore per effettuare il test dovrebbe essere la mattina appena alzate, a digiuno, con la prima urina perchè contiene una maggiore concentrazione dell’ormone beta hCG. Il test dovrebbe essere effettuato almeno una settimana dalla presunta data in cui le mestruazioni sarebbero dovute arrivare. Se avete un ciclo regolare, un ritardo di una settimana, potrebbe essere un sintomo di gravidanza, ma non è sicuro al 100%. Inoltre effettuare il test dopo pochi giorni potrebbe dare un falso risultato, perchè l’ormone beta HCG presente nell’urina raggiunge il suo livello massimo tra la settima e dodicesima settimana di gravidanza. Alcuni test sono in grado di calcolare la presenza di questo ormone già  dopo due settimane dal concepimento, ma in alcuni casi, se c’è stato un ritardo nell’ovulazione, il risultato del test potrebbe essere negativo.

Integratori, quali e come utilizzarli?

Durante la gravidanza il fabbisogno calorico giornaliero è di circa 300 calorie in più di quello normale in una donna in età  fertile. Questo vuol dire che l’alimentazione deve essere varia, ben bilanciata con tutte le sostanze nutritive necessarie alla salute tua, e a quella del tuo bambino. In gravidanza alcuni nutrienti, e precisamente i folati (derivati dell’acido folico, cioè della vitamina B9), il calcio e il ferro, devono essere presenti in quantità  abbondanti nell’alimentazione perchè un apporto insufficiente può portare a complicanze anche serie, come ipertensione gravidica (gestosi), anemia, parto prematuro, basso peso alla nascita, mancata chiusura del midollo spinale (spina bifida). Se durante la gravidanza queste sostanze sono carenti allora servono gli integratori.

L’acido folico

L’acido folico, cioè la vitamina B9, è indispensabile nell’alimentazione in realtà  già  da almeno uno o due mesi prima del concepimento; e dopo il concepimento devono restare abbondanti almeno fino a tutto il terzo mese. Il quantitativo quotidiano deve arrivare a 0,4 milligrammi (pari a 400 microgrammi o mcg). L’assunzione di folati prima del concepimento e fino al terzo mese compreso ha la funzione di favorire la formazione corretta del sistema nervoso del bambino, riducendo il rischio di “spina bifida”.

Il ferro

La sua presenza in quantità  adeguata nell’alimentazione è indispensabile per combattere l’anemia. Se manca in gravidanza, sono necessari gli integratori, in dosi quotidiane sostenute (dai 60 ai 120 milligrammi); se invece devi solo evitare il rischio di scendere sotto la soglia dell’anemia, la dose raccomandata è di 30 milligrammi al giorno, in associazione a vitamine come la B9, la C, la E, che ne facilitano la funzione antianemica.

Il calcio e il magnesio

Per tutta la durata della gravidanza e anche nel corso dell’allattamento al seno hai bisogno di calcio in più, rispetto al solito, per ridurre il rischio di preeclampsia (gestosi), di parto prematuro (il deficit di calcio infatti favorisce la comparsa di contrazioni) e soprattutto per non impoverire troppo il tuo scheletro, dal momento che cede il minerale al bimbo in formazione. Per questo, in gravidanza, in particolare dalla 25 ª settimana in poi, il ginecologo potrebbe prescriverti degli integratori. Assieme al calcio, si integra in genere anche il magnesio, che combatte la preeclampsia e il ritardo di crescita del bimbo in utero.

Gli acidi grassi Omega 3

Servono per sviluppare le capacità  cognitive e visive del bambino; dopo la nascita poi, sembra che il tuo bimbo sarà  meno esposto alle allergie e avrà  un alto quoziente intellettivo (il famoso QI). E a te serve, pare, a ridurre il rischio di depressione post-partum. In gravidanza servono 200 milligrammi di Omega 3 al giorno: perciò il pesce dovrebbe comparire in tavola due o tre volte a la settimana. Se non basta, a giudizio del medico si può aggiungere un integratore.

Il ricorso a integratori prima e durante la gravidanza in genere si distribuisce così:
– da due mesi prima del concepimento fino a tutto il terzo mese: folati (composti dell’acido folico, cioè della vitamina B9).
– dalla sesta o settima settimana, specie se c’è vomito, fino al parto: integratori bilanciati di vitamine e sali minerali.
– dal sesto mese in poi, se sono necessari: ferro (od ottimizzatori dell’assunzione del ferro), calcio, magnesio, meglio se in unione a vitamine.

Il Farmacista Consiglia

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