Artrite

Sotto il nome di artrite, che letteralmente significa articolazione dolorante, rientrano più di cento condizioni diverse. Tutte queste forme hanno in comune la caratteristica di provocare una infiammazione a livello articolare.  E’ dovuta al fisiologico invecchiamento dei tessuti articolari: la cartilagine, con gli anni, diventa sempre meno elastica e diminuisce di spessore, causando un maggiore sfregamento (e quindi una maggiore usura) delle ossa articolari.

Tipologie

Le artriti possono essere di diversa natura: infettive e reumatiche.

Le artriti infettive sono causate dall’impianto di germi patogeni nelle articolazioni che possono giungervi per via ematica, provenendo da un altro punto di infezione, oppure attraverso ferite. L’artrite da germi patogeni è abbastanza frequente, anche se con l’avvento degli antibiotici è diventata più rara e meno maligna.

Le artriti reumatiche sono malattie a decorso cronico e progressivo, che interessano le articolazioni, provocando gravi deformazioni. Tre sono le forme più diffuse: artrite reumatoide propriamente detta, artrite reumatoide infantile e artrite reumatoide splenomegalia.

Possibili Cause

Sebbene la causa della malattia sia ancora ignota, i dati delle più recenti ricerche in campo scientifico evidenziano alcuni fattori che sono importanti nell’attivazione e nel mantenimento dell’infiammazione. L’organo bersaglio principale dell’infiammazione è la membrana sinoviale, costituita da cellule che rivestono l’articolazione: tale membrana produce liquido sinoviale necessario per la lubrificazione e il nutrimento della cartilagine articolare. Le sostanze ad azione pro-infiammatoria rilasciate dalle cellule immunitarie determinano il gonfiore e il successivo danno della cartilagine e dell’osso presenti all’interno dell’articolazione.

Quali sono i sintomi?

Il dolore caratteristico dell’artrosi aumenta d’intensità  mentre si utilizza l’articolazione, o immediatamente dopo. Può essere accompagnato da difficoltà  a muoversi, rigidità  dell’articolazione (soprattutto al risveglio mattutino) e gonfiore. Durante il movimento è anche possibile udire rumori articolari o crepitii.

Nella fase iniziale di questa patologia i sintomi possono essere occasionali e non particolarmente intensi, motivo per il quale sono spesso sottovalutati. Ma è proprio in questi momenti che andrebbe adottata una serie di comportamenti che possono rallentarne (ma non bloccarne) l’evoluzione.

Qual è la Cura?

Una volta comparsi i primi sintomi, la fisioterapia, l’attività  fisica e la terapia termica sono utili per permettere il movimento dell’articolazione e ridurre il dolore. Se però è particolarmente intenso, al bisogno può essere opportuna l’assunzione di antinfiammatori non steroidei (FANS).

Non esiste un singolo farmaco efficace per tutti i pazienti e spesso molti di essi devono ricorrere a diverse modifiche terapeutiche nel corso della loro malattia. Il trattamento ideale richiede una diagnosi precoce, quando la malattia è in fase iniziale (meno di 6 settimane o 6 mesi), e un trattamento aggressivo.

Per ridurre rapidamente l’infiammazione articolare e l’intensità  dei sintomi la terapia di prima linea si avvale dei farmaci antinfiammatori non steroidei (cosiddetti FANS), come ibuprofene, naprossene, diclofenac, ketoprofene e i più recenti COX2-inibitori (celecoxib, etoricoxib).

Cure alternative

Effetti lenitivi sul dolore articolare possono avere l’artiglio del diavolo, la spirea olearia, la corteccia di uncaria e la boswellia. Segnalati anche fiori di Bach e idroterapia. Un’azione protettiva sul deterioramento delle articolazioni è riportata per gli antiossidanti ( vitamine C ed E, betacarotene, tè verde ), così come per gli acidi grassi essenziali ( omega 3 e omega 6 ).

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